Verso una nuova Europa
Sull’onda dei danni economici e sociali lasciati dal Coronavirus, la Commissione europea ha messo a punto Next Generation Eu, un poderoso piano di ripresa che sosterrà l’Europa ad uscire dalla crisi.
Davvero impressionante pensare che l’ingente somma stanziata dall’iniziativa, ben 1800 miliardi di Euro, costituirà il più corposo pacchetto di misure di ripresa sin ora finanziato dall’UE. L’obiettivo è dare vita ad una nuova Europa: ecologica, digitale e resiliente.
Dunque, saranno proprio questi i tre concetti che guideranno l’impresa contemporanea europea e che, assieme, ne sanciranno una nuova fase.
Una vision, quella che anima il progetto, allettante, ricca di entusiasmo e aspettative. Alla base, una semplice quanto profonda convinzione: nessuno si salva da solo.
Le drammatiche dinamiche fomentate dalla pandemia lo hanno dimostrato; gli individui, le imprese e le organizzazioni non sono in grado di gestire, da sole, sfide economiche, sociali e ambientali.
Di fatto, a fare la differenza sono relazioni, mutualismo e aiuto reciproco. La pandemia ce lo ha ricordato, facendoci prendere coscienza del loro immenso valore.
In altre parole, l’unione fa la forza. Soprattutto in un mondo così complesso e interdipendente come il nostro. Così facendo, concorrendo uniti, sarà più semplice raggiungere lo scopo.
Alla luce di tutto ciò, è dunque fondamentale rivedere i rapporti tra individui, imprese e organizzazioni. A fare la differenza sarà, ancora una volta, l’impegno socio-ambientale e le sfide che ne conseguono.
In quest’ottica, le imprese saranno chiamate ad ampliare lo spettro del proprio oggetto sociale. Così, accanto agli obiettivi di profitto se ne aggiungeranno altri volti a promuovere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
Emblematica è la campagna Here we are promossa da Apple. Rivolta soprattutto ai giovani per sensibilizzarli alla cura del Pianeta, la nostra casa.
Nuove imprese per nuovi racconti
Ma in che cosa, più nello specifico, si contraddistingueranno le imprese e le organizzazioni della Next Generation Eu? Due i precetti fondamentali: azioni concrete accompagnate da narrazioni autentiche ed efficaci.
“In questi anni 20 vedremo il fiorire di opportunità per le aziende di avviare un dialogo nuovo con gli stakeholder. Così ogni impresa può essere una media company.” Afferma Marco Bardazzi, co-fondatore di Bea, neonata società che mira ad orientare la comunicazione strategica dell’impresa contemporanea.
In tutto ciò, lo storytelling giocherà un ruolo chiave nella comunicazione. Come? Sapendolo reinterpretare alla luce delle esigenze della contemporaneità. Adottando cioè un approccio sistemico e una vision in grado di guidare la scelta dei giusti contenuti, ponendo sempre una particolare attenzione nei confronti dell’innovazione.
Il tempo scorre veloce e, con lui, evolvono le esigenze di imprese, organizzazioni e stakeholder. Di fatto, oggi una comunicazione vincente, assecondata da azioni concrete, va ben oltre un claim scritto da un copy. Anche di buon livello.
La comunicazione del futuro, infatti, quella delineata da Bea, è fatta di strumenti innovativi, contenuti di valore e passione per le grandi storie. I modelli sono, ad esempio, aziende come Walt Disney, Lego, Patagonia.
Si tratta, a tutti gli effetti, di un nuovo concetto di comunicazione. Alla base, vi è una narrazione aziendale illuminata ed efficace, potenzialmente così influente da essere posta all’origine dei processi di business e delle decisioni strategiche.
In un mondo stravolto dalla pandemia, il fine ultimo delle imprese degli anni venti è farsi sentire. A riuscire nell’intento, sarà chi di loro saprà comunicare sé stessa con autorevolezza, serietà e passione per le grandi storie.
Immagini: Apple.
