La tempesta di Giorgione

OPERE D’ARTE: ESPERIENZE IMMERSIVE

Le esperienze immersive generate dalle opere d’arte possono esercitare un influsso significativo su di noi. Tanto da alterare i nostri comportamenti, allargare i nostri orizzonti, farci scoprire nuovi modi di pensare, di immaginare e di interpretare.

 

Di fatto, il rapporto che insiste tra l’opera d’arte e colui che ne gode è piuttosto complesso; emotivamente più o meno intenso a seconda del grado di coinvolgimento, esso si basa sul concetto di interdipendenza.

 

Per entrare in contatto con l’opera d’arte, infatti, occorre necessariamente un fondamento fisico: i pigmenti su una tela, un blocco di marmo, le lettere su una pagina, le note su uno spartito, le persone su un palco…

 

Allo stesso tempo, l’opera d’arte ha bisogno di qualcuno la percepisca e che la interpreti alla luce della propria sensibilità e delle proprie esperienze.

 

A quanti è successo di sentirsi parte di un quadro, di provare malinconia ascoltando una melodia, di emozionarsi ammirando architetture ricche di significato?

 

A me succede quando contemplo gli inconfondibili paesaggi di Giorgione o, con il naso all’insù, la meravigliosa cupola del Pantheon. Quanti mondi si celano fra i verdi degli arbusti e le geometrie scolpite nei blocchi di tufo!

 

Può sembrare un paradosso, ma spesso trascuriamo l’opera d’arte come oggetto fisico. O meglio, senza accorgercene, andiamo oltre. Di fatto, ci lasciamo prendere da un irresistibile coinvolgimento emotivo che ci proietta in un mondo immaginario, frutto della narrazione dell’opera d’arte.

 

Un mondo eteronomo e non localizzabile nello spazio fisico, capace di farci dimenticare anche solo per un attimo del mondo reale che ci circonda. La sensazione è quella di non sentirsi né nel mondo reale, né in quello dell’opera d’arte, bensì in una sorta di spazio liminale tra di essi.

 

L’idea di opera d’arte come portale verso altri mondi risale a secoli fa e rappresenta ciò che oggi indicheremmo come una tipologia di “esperienza immersiva”.

 

Non è ancora del tutto chiaro il motivo per cui troviamo tali esperienze piacevoli. Forse, ciò si lega a come la monotonia della vita quotidiana tenda a farci dimenticare quanto possa essere ricca e varia l’esperienza umana. Spesso, infatti, viviamo la quotidianità con automatismi acquisiti e consolidati nel tempo che tendono a inaridirci, intorpidendo il modo che abbiamo di relazionarci con noi stessi e con gli altri.

 

Al di là dei come e dei perché, è davvero affascinante riflettere sul potenziale delle opere d’arte. Tanto che, oggi, le nuove tecnologie digitali stanno mettendo a punto soluzioni innovative per favorirne e amplificarne il coinvolgimento per riscoprirle sotto nuovi e inaspettati punti di vista.

 

 

Immagine: La Tempesta, Giorgione.

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