Habito_Patricia Urquiola_Max Mara

MICRO-ARCHITETTURE DA INDOSSARE: PATRICIA URQUIOLA PER MAX MARA

Il mio lavoro consiste nel ricercare il modo in cui abitare lo spazio, abiti inclusi. dopotutto sono parte della nostra casa.

Patricia Urquiola

 

La collezione disegnata dalla designer e architetto Patricia Urquiola per Weekend Max Mara insiste sul binomio moda-architettura.

 

Habito, dallo spagnolo “abitudine, abitare”, è il nome scelto per la collezione e rappresenta il preludio di un esercizio stilistico-compositivo che eleva i capi di abbigliamento a veri e propri micro-progetti da abitare.

 

Ad orientare il progetto, è uno slancio creativo in favore della contaminazione. Infatti, se da un lato sono riconoscibili i peculiari codici stilistici di Weekend Max Mara, la linea dal taglio casual pensata dal brand per il tempo libero, dall’altro emerge il linguaggio estroso che contraddistingue la designer.

 

In perfetto equilibrio, le linee morbide e avvolgenti tipiche della casa di moda, si mescolano al rigore della geometria. Allo stesso modo, i tradizionali tessuti in lana e maglia si rinnovano in abbinamento a filati tecnici e colorati. L’uso smaliziato del colore poi, rappresenta un chiaro rimando ai tradizionali abiti tipici della Spagna, terra d’origine dell’Urquiola.

 

L’approccio progettuale è liquido e camaleontico, tanto che una camicia diventa un maglione, una giacca trapuntata e addirittura un cappotto. Vere e proprie micro-architettura da indossare. Accoglienti come una casa, rispettose della Tradizione e, al contempo, orientate alla sperimentazione.

 

Ricercatezza, progettualità, innovazione, tradizione, contaminazione sono fra le parole che a mio parere meglio descrivono questa esperienza. Il tutto ovviamente animato dall’inconfondibile estro creativo dell’Urquiola e da una gioiosa influenza pop!

 

Come ogni collezione, anche Habito si completa con una gamma di accessori. Anche questi, proprio come gli abiti, sono rivisitazioni di grandi classici e cult. Come ad esempio i Chelsea Boots e la mitica Pasticcino Bag.

 

I primi si contraddistinguono per la suola platform e le frange sulla parte anteriore. Mentre la borsa, da portare rigorosamente sotto il braccio, è stata reinterpretata in due varianti. La prima opta per un effetto tridimensionale attraverso l’impiego di un tessuto trapuntato, la seconda, invece, per un aspetto cangiante grazie a tessuti dalle texture iridescenti.

 

Immagine: Max Mara.

 

 

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