DIALOGO: ETTORE SOTTSASS E CARLO SCARPA

“La ceramica è un materiale affascinante: si presenta morbida e grigia […] ma una volta purificata dal fuoco, diventa improvvisamente eterna.”

Ettore Sottsass

Sono passati ormai tre anni da quel caldo weekend trascorso a Venezia con Alessandro, il mio compagno. Poche le regole del viaggio. Una, la più importante, era lasciare la frenesia quotidiana a casa, e con lei, i nostri orologi. Cosa c’è di più bello che lasciarsi cullare da quel piacevole trasporto che sorge quando visitiamo un’architettura?

Lista degli edifici da visitare a parte, erano scarsi gli appuntamenti preventivamente fissati per il fine settimana. Li potevo contare sulle dita di una mano: il deposito bagagli in hotel al nostro arrivo, un buon ristorante per la cena e la visita al negozio Olivetti.

Da tempo sognavo di visitare la meravigliosa opera di Carlo Scarpa che, fra l’altro, ospitava in quel periodo un’esposizione dedicata alle ceramiche di Ettore Sottsass.

Amo e indago da tempo l’architettura di Scarpa, mentre l’opera di Sottsass, pur non essendone una grande conoscitrice, mi ha da sempre incuriosita. L’idea di mettere in relazione i due artisti mi affascinava. Non mi sarei fatta sfuggire l’esposizione per nulla al mondo!

Il racconto Scarpiano inizia all’ingresso del negozio, dove ci accoglie una luce meravigliosa, filtrata dai portici circostanti e dalle ampie vetrate.

Come in ogni architettura di Scarpa, a rapirmi è l’attenzione del maestro per i dettagli; sono incantata dal sapiente utilizzo dei materiali, come marmi, pietre, legni, mosaici, e metalli. Tutti bellissimi e ricercati. Ciò che mi colpisce di più è la trama degli incredibili pavimenti, abilmente impreziositi da tessere colorate. Sembrano come volere imitare un quadro espressionista!

La grande scala in pietra chiara è bagnata dalla luce e pare lei stessa illuminare l’ambiente. Complice un abile escamotage costruttivo, osservandola mi illudo che i gradini fluttuino nello spazio.  È davvero una meraviglia!

Messe in risalto dall’architettura di Scarpa, l’esposizione ha reso omaggio a molteplici ceramiche di Ettore Sottsass. Una bellissima iniziativa per celebrarne il centenario della nascita.

Perciò, la mostra rivive il percorso dell’artista a partire dalle opere dei primordi, quali autentica esaltazione del gesto pittorico. In questa prima fase, appare chiaro il rifiuto della visione puramente funzionalista proposta dal Bauhaus.

Seguono poi i manufatti che elevano la porosità e la naturalezza delle superfici a veri e propri tratti distintivi dell’opera. Si aggiungono, infine, gli esercizi progettuali in cui è la forma a giocare il ruolo di protagonista.

In altre parole, l’esposizione narra di un meraviglioso viaggio che esprime un ricercato mix poetico fatto di forme, colori e chiaroscuri. I tre elementi chiave che animano i capolavori di Ettore Sottsass.

In un balletto di contrasti e assonanze, il dialogo Scarpa-Sottsass narra della creatività di due tra i più importanti protagonisti del ‘900 italiano.  È davvero stata una preziosa opportunità per percepirne l’essenza.

Immagini: Federica Morgillo e Matthieu Salvaing (le ultime tre vedute della mostra).

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